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Scienze e tecnologie chirurgiche

Presentazione

La Struttura Complessa Scienze e tecnologie chirurgiche svolge attività di ricerca medico chirurgica dal 1991, con particolare attenzione alle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico ed alla valutazione di  biocompatibilità, bioattività e biofunzionalità dei dispositivi medici secondo le normative nazionali, europee ed internazionali.

La Mission della struttura si sviluppa nel perseguire la realizzazione di attività di ricerca pre-clinica  traslazionale e ricerca clinica prevalentemente sulle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico. Lo studio di nuove e sempre più affidabili metodologie di ricerca ha il fine di ottimizzare le attività di ricerca, estendendole ad un numero sempre maggiore di studi e progetti innovativi. Le ricerche effettuate sono finalizzate allo sviluppo di conoscenze e di metodiche di diagnosi, trattamento e prevenzione per il miglioramento della salute.

La struttura ha una vasta esperienza nello sviluppo di modelli sperimentali in vitro (colture cellulari di osteoblasti, osteoclasti, condrociti, tenociti, legamentociti, cellule endoteliali, fibroblasti, macrofagi e cellule staminali mesenchimali da diversi tessuti e co-colture) e studi preclinici per la valutazione di sicurezza ed efficacia terapeutica di terapie per le patologie traumatiche, dismetaboliche, degenerative, infettive e neoplastiche dell’apparato muscolo scheletrico.

A supporto ed integrazione delle attività e degli studi di ricerca preclinici, presso il Laboratorio vengono inoltre svolte analisi di biologia molecolare, dosaggi biochimici, test ELISA, esami radiografici, indagini istologiche (su tessuti decalcificati e non), istochimiche, immunoistochimiche, istomorfometriche, biomeccaniche e microtomografiche. Numerose sono le ricerche che vengono eseguite in collaborazione con i colleghi dell’Istituto Ortopedico Rizzoli e di altri IRCCS, Università, Enti pubblici e privati ed Aziende italiane ed estere. L’attività di ricerca si esplica principalmente attraverso la progettazione  e la realizzazione di studi inerenti:

  • Chirurgia Ricostruttiva Protesica
  • Medicina Rigenerativa
  • Oncologia
  • Ortopedia Generale / Traumatologia
  • Patologia Ortopedica Medica
  • Computer-aided surgery
  • Nuove tecnologie per la valutazione clinica e funzionale
  • RSA
  • Metodi computazionali per la biomeccanica articolare.

Dal 2008 il Laboratorio è certificato per quanto riguarda l’attuazione e il mantenimento di un sistema di gestione qualità conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2008 per la conduzione di progetti di ricerca e l’esecuzione di progetti di ricerca e prove per conto terzi. Tutte le attività di ricerca e di prova svolte presso la struttura complessa Scienze e tecnologie chirurgiche sono in conformità alle normative vigenti.

Allegati

Documenti e video sul reparto / servizio

Documenti e video

VIDEO
The Nano-vertebra Project
Nano-vertebra project proposes a breakthrough approach to realize customized prosthesis to replace vertebral bodies affected by tumors or traumatic events.

Staff

Contatti e ubicazione

Contatti

Segreteria del Laboratorio
tel. 051-6366787
e-mail segreteria.stc@ior.it

Ubicazione

Istituto Ortopedico Rizzoli
Centro di Ricerca Codivilla-Putti
via di Barbiano, 1/10
40136 Bologna

(scala B, 2° piano)

Studia e lavora con noi

La struttura complessa Scienze e tecnologie chirurgiche offre la possibilità a laureandi in Biologia o in Medicina e Chirurgia di frequentare per tirocinio pre-laurea e per preparazione di tesi sperimentali.

Proposte ed informazioni devono essere spedite, includendo CV e argomento di interesse, al seguente indirizzo:

Istituto Ortopedico Rizzoli
SC Scienze e tecnologie chirurgiche
Via di Barbiano, 1/10
40136 Bologna

e-mail segreteria.stc@ior.it

Vi suggeriamo di utilizzare l'e-mail per richiedere ulteriori informazioni.

Studi Clinici

Professionisti della struttura sono Principal Investigator dei seguenti studi clinici.

Studi clinici
Osteoartrite del ginocchio e associazione con conta e volume piastrinico medio: studio retrospettivo
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Studi clinici
Identificazione di miRNAs associati alla differenza di genere in pazienti affetti da Osteoartrosi
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Studi clinici
Accuratezza Diagnostica e analisi costo-EfficaCia di marcatori sIerici e del liquido Sinoviale per la diagnosi dell'InfeziONe di protesi articolari di anca e ginocchio
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Studi clinici
Valutazione multidimensionale (VMD) nell’anziano. Ricerca di rete. Rete IRCCS Aging
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Studi clinici
Interazioni tra cellule ossee, cellule tumorali, fattori secreti e PropRietà fisico-chimiche macrO, MIcro e nano- Strutturali del tessuto osseo in prEsenza di METastasi ossee
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Studi clinici
Valutazione in vitro delle capacità osteointegrative e rigenerative di scaffold con cellule ematiche a livello subcondrale
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Studi clinici
Monitoraggio dell’artroPatia Emofilica: Ruolo dei Sinoviociti, risultati clinici e funziONali. Un primo step verso la medicina personALizzata
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Studi clinici
Sensibilità individuale dei pazienti in Terapia Anticoagulante Orale
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Studi clinici
Ruolo degli adipociti del midollo osseo nello sviluppo e progressione tumorale
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Studi clinici
Identificazione di differenti profili di espressione genica dei geni HOX e TALE e di specifici miRNA in pazienti affetti da scoliosi idiopatica
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Studi clinici
Valutazione della presenza dei meccanocettori e della resa delle cellule mesenchimali del pannicolo adiposo del seno del tarso nel piede piatto
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Studi clinici
Relazione tra la presenza di calcificazioni ossee e i dati demografici e clinici, compresi comorbilità e politerapia, in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di sostituzione totale di caviglia: studio osservazionale retrospettivo
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Studi clinici
Messa a punto di un protocollo per le colture primarie di osteoclasti per modelli in vitro di rimodellamento del tessuto osseo
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Studi clinici
“Identificazione di biomarcatori prognostici e predittivi nel tumore desmoide per il miglioramento delle strategie terapeutiche
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Brevetti

Brevetti del personale dell'unità operativa.

Brevetto
Nanomateriale Composito a base Staminale per la Rigenerazione Tissutale
Nanomateriale Composito a base Staminale per la Rigenerazione Tissutale INTRODUZIONE L’osteoartrite colpisce 40 milioni di europei con un impatto notevole sulla sanità nazionale pari a ~ 50.4 miliardi di euro all’anno. La malattia comporta la degenerazione cartilaginea e articolare causando dolore e disabilità. I metodi chirurgici attuali prevedono approcci invasivi e ripetuti nel tempo. Questa invenzione è un materiale composito, rilasciato da una 3D Bioprinter, che consente la rigenerazione tissutale in situ sfruttando la stimolazione ultrasonica esterna, senza bisogno di interventi multipli. CARATTERISTICHE TECNICHE L’invenzione vuole sostituire il bisogno di iniezioni ripetute per la rigenerazione dei tessuti e/o gli interventi chirurgici per la sostituzione dell’intera giunzione articolare. L’invenzione infatti è un materiale composito a base organica rilasciato da una stampante 3D integrata in un tool artroscopico. Il materiale composito viene inserito una volta sola nel sito di interesse, e consente di rigenerare il tessuto attraverso la stimolazione esterna del sito d’intervento, anche a distanza nel tempo senza dover intervenire chirurgicamente ogni volta che si palesi la necessità del trattamento. Inoltre è stato pensato un sistema di gestione del trattamento in maniera intelligente e integrata a App per il monitoraggio a distanza da parte di personale specializzato. Questo avrebbe un impatto notevole considerando che la necessità di ospedalizzazione per pazienti anziani potrebbe essere evitata o quantomeno ridotta nel tempo grazie al monitoraggio a distanza. APPLICAZIONI Chirurgia miniinvasiva; Chirurgia in artroscopia; Trattamento osteoartrite; Trattamento malattie degenerative; Trattamento rigenerativo mediato da staminali. VANTAGGI Dispositivo minimamente invasivo; Elevata aderenza alla terapia; Elevato controllo della terapia; Controllo a distanza della terapia e del decorso; Nessun disturbo nel quotidiano del paziente; Elevata compatibilità con gli standard tecnologici del futuro, IOT e Machine Learning.
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Brevetto
Nuovo metodo per la diagnosi precoce dell’osteoporosi
L'invenzione si riferisce una nuova tecnica rapida, poco costosa ed efficiente in grado di individuare con precisione condizioni fisiologiche associabili all'osteoporosi; la tecnica può essere applicata facilmente alle analisi del sangue di routine, per uno screening sistematico di massa non legato a differenze di genere.Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'osteoporosi colpisce circa 75 milioni di persone negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone ed entro il 2025 si prevedono oltre 3 milioni di fratture correlate all'osteoporosi all'anno, con un costo annuale intorno ai 25 miliardi di dollari. Diversi metodi sono stati messi a punto per diagnosticare la malattia e descriverne la progressione. Tuttavia, tali tecniche, generalmente raggruppate con il nome di mineralometria ossea computerizzata (MOC), seppur efficaci, sono costose, hanno lunghi tempi di esecuzione, vengono consigliate a partire dai 65 anni ed alcune di esse espongono il paziente a radiazioni ionizzanti. Tali tecniche non possono essere impiegate per uno screening di massa della popolazione.CARATTERISTICHE TECNICHEIl nuovo metodo, oggetto della presente invenzione, si basa sulla spontanea abilità di differenziazione osteoclastica di popolazioni monocitarie circolanti, purificate da pazienti con condizioni patologiche associate all'osteoporosi, anche in uno stadio precoce. Il metodo è un test diagnostico facile, rapido, non invasivo ed economico che necessita di solo 1 ml di sangue per essere eseguito, pertanto può essere adottato come test di screening di routine da qualsiasi laboratorio di analisi cliniche in quanto compatibile con le normali attività di analisi del sangue.Il nuovo test è in grado di diagnosticare la presenza di un alterato rimodellamento osseo causato da osteoporosi ancora prima che i tradizionali metodi diagnostici vengano impiegati (anche secondo specifiche linee guida) o ne evidenzino i segni. Tale tecnologia è complementare con quelle già esistenti, in quanto potrebbe precedere i test diagnostici standard, discernendo a monte i pazienti che hanno necessità di indagini più approfondite. Inoltre, rilevando precocemente la presenza di uno stato patologico associato al riassorbimento osseo, il nuovo metodo diagnostico consentirebbe di intervenire tempestivamente su pazienti che hanno fenomeni osteoporotici in una fase iniziale, rallentando prontamente la progressione della malattia. Rallentare precocemente il progredire dell’osteoporosi significa prevenire e/o limitare, le complicanze ad essa associate, quali, ad esempio, fratture, deformità, dolore cronico e compromissione dell'equilibrio, e, per questo motivo, la diagnosi precoce dell’osteoporosi avrà nel prossimo futuro un impatto sociale ed economico molto rilevante.POSSIBILI APPLICAZIONIProduzione di un kit diagnostico;Inserire quest’analisi nel pannello degli indicatori ematici classici nelle analisi del sangue di routine;Diagnosi precoce dell’osteoporosi;Screening di massa;Individuazione dei pazienti che necessitano di indagini più accurate;Monitoraggio della efficacia di terapie che agiscono sul rimodellamento osseo.VANTAGGIPoco costoso;Facile;Veloce;Affidabile;Non di genere;Equo e sostenibile;Permette di individuare precocemente l’osteoporosi consentendo ai pazienti di curarsi da subito, rallentando prontamente la progressione della malattia.VALORIZZAZIONEaziende di diagnostica clinica produttori di kit diagnostici in vitro (IVD) laboratori di analisi e servizi di screening soluzioni di medicina preventiva e sanità pubblica
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Progetti di ricerca

Alcuni dei progetti di ricerca del laboratorio

Progetto di Ricerca
REMAP – Costruzione di una Roadmap per la valutazione di sicurEzza e biocoMpatibilita’ di dispositivi medici nAnostrutturati per applicazione in ortoPedia

Lo sviluppo di dispositivi biomedici con materiali a base di nanoparticelle e nanocompositi ha consentito il miglioramento dell’osteointegrazione e la performance dei sostituti protesici.

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Il Laboratorio ha realizzato progetti finanziati dai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.